Meteo Italia: settimana 3–7 agosto 2026

La settimana dal 3 al 7 agosto porta l’Italia dentro una delle fasi più calde dell’estate. L’alta pressione mantiene condizioni prevalentemente stabili e soleggiate, con temperature molto elevate sulle pianure del Nord, nelle aree interne del Centro e su diverse regioni meridionali.

La situazione più pesante riguarda Lombardia ed Emilia-Romagna, dove tra lunedì e giovedì le massime possono avvicinarsi ai 40°C. Il caldo resta intenso anche nel resto del Paese, accompagnato da notti poco fresche soprattutto nelle città, lungo le coste e nelle pianure.

L’instabilità non scompare completamente, ma nei primi giorni resta concentrata soprattutto su Alpi e Appennini. Venerdì il rischio di temporali aumenta su parte del Nord, portando una prima attenuazione del caldo sulle regioni settentrionali. Al Centro-Sud, invece, la stabilità resiste maggiormente.

Nord Italia

Al Nord si concentra la fase più intensa dell’ondata di calore. Milano raggiunge massime attorno ai 39°C già lunedì e martedì, per poi toccare circa 40°C tra mercoledì e giovedì. Anche le minime restano elevate, spesso tra 24 e 25°C, limitando il raffrescamento notturno.

Bologna segue una dinamica simile, con valori tra 38 e 40°C per quasi tutta la prima parte della settimana. Il caldo risulta particolarmente gravoso sulle pianure emiliane, dove alla temperatura elevata può aggiungersi una forte sensazione di afa.

Sul Nord-Est i valori sono leggermente più contenuti, ma comunque molto alti. Venezia oscilla tra 33 e 35°C, con minime vicine ai 26°C e condizioni particolarmente afose lungo le coste e nelle aree lagunari.

Tra lunedì e martedì possono svilupparsi temporali pomeridiani sulle Alpi, sulle Prealpi e sull’Appennino emiliano. Si tratta di fenomeni localizzati, che difficilmente raggiungeranno in modo esteso le pianure e non interromperanno la fase calda.

Il cambiamento più rilevante è atteso venerdì. Temporali e rovesci possono interessare Lombardia, Emilia-Romagna e altri settori settentrionali, accompagnati da una riduzione delle massime verso 35–36°C. Il calo sarà avvertibile, ma il clima resterà pienamente estivo.

Centro Italia

Al Centro il caldo è intenso e continuo, soprattutto sul versante tirrenico e nelle zone interne. Roma parte con circa 36°C lunedì, sale verso 37°C martedì e può raggiungere 38°C giovedì. Venerdì le massime restano ancora attorno ai 36°C, senza un vero cambiamento di circolazione.

Toscana interna, Umbria e Lazio sono le aree più esposte al caldo elevato, con forte soleggiamento e temperature notturne spesso superiori ai 20°C. Sull’Appennino possono formarsi temporali pomeridiani tra lunedì e martedì, ma i fenomeni saranno irregolari e confinati soprattutto ai rilievi.

Sul medio Adriatico il caldo è meno estremo ma comunque persistente. Ancona si mantiene generalmente tra 32 e 33°C, con minime attorno ai 24–25°C e giornate ampiamente soleggiate. Le aree interne delle Marche possono registrare valori superiori rispetto alla costa.

Nel complesso, il Centro attraversa una settimana molto stabile. L’eventuale instabilità appenninica non modifica il quadro generale e non garantisce un apporto d’acqua significativo alle aree agricole.

Sud Italia e Isole

Al Sud prevalgono sole, caldo e poche variazioni. Napoli si mantiene tra 34 e 35°C, con minime che possono raggiungere i 26–27°C. Le notti risultano quindi particolarmente calde lungo le coste e nelle aree urbane.

In Puglia le massime costiere si attestano generalmente attorno ai 33–34°C, ma le zone interne possono raggiungere valori più elevati. Il tempo resta stabile e soleggiato per tutto il periodo, con precipitazioni praticamente assenti sulle principali aree produttive.

La Calabria meridionale si mantiene tra 33 e 35°C. Sui rilievi calabresi non è escluso qualche temporale pomeridiano tra lunedì e martedì, mentre le coste conservano condizioni più stabili e notti molto miti.

In Sicilia il caldo raggiunge il picco tra lunedì e martedì. Palermo oscilla tra 34 e 35°C, mentre le aree interne possono registrare temperature nettamente superiori. Sui settori centro-orientali e montuosi resta possibile qualche fenomeno temporalesco iniziale, seguito da una fase più asciutta e stabile.

La Sardegna attraversa una settimana soleggiata e progressivamente più calda. Cagliari passa da circa 32–33°C nei primi giorni a 35°C venerdì. Anche in questo caso i valori più elevati sono attesi nelle zone interne, dove il caldo può risultare molto più intenso rispetto alle coste.

Maltempo: aspetti più rilevanti della settimana

Non è prevista una fase perturbata nazionale. Nei primi due giorni i temporali restano soprattutto pomeridiani e confinati ad Alpi, Prealpi e dorsale appenninica. Lombardia settentrionale, Veneto montano, Appennino emiliano, Lazio interno, Marche, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna interna sono le aree nelle quali possono svilupparsi fenomeni locali.

Questi temporali possono produrre raffiche, grandine e precipitazioni intense su spazi limitati, ma avranno una distribuzione molto irregolare. Non rappresentano quindi un contributo idrico uniforme per i territori interessati.

Venerdì aumenta l’instabilità al Nord, con temporali possibili anche sulle pianure lombarde ed emiliane. Il passaggio dovrebbe determinare una prima riduzione delle temperature, mentre Centro, Sud e Isole resteranno maggiormente protetti dall’alta pressione.

L’emergenza principale della settimana resta comunque il caldo. Le temperature estreme sulle pianure del Nord, unite alle minime elevate, aumentano lo stress su colture, persone e animali e riducono sensibilmente le ore realmente disponibili per il lavoro all’aperto.

Influenza del meteo sull’agricoltura

Nord Italia

Al Nord il caldo estremo rappresenta il principale limite operativo. Le temperature vicine ai 40°C aumentano rapidamente l’evapotraspirazione e il fabbisogno irriguo di orticole, mais, frutteti, vigneti giovani e colture in pieno sviluppo.

I turni irrigui devono essere controllati con maggiore frequenza, verificando l’effettiva umidità del terreno ed evitando apporti nelle ore più calde. Nei suoli leggeri la perdita d’acqua può essere particolarmente rapida, mentre nei terreni più pesanti occorre evitare irrigazioni eccessive che riducano l’ossigenazione delle radici.

Raccolte, trattamenti e lavorazioni manuali dovrebbero essere concentrati nelle prime ore del mattino o in serata. I temporali di venerdì possono interrompere le operazioni e produrre grandine o raffiche localizzate, ma non garantiranno un riequilibrio idrico omogeneo.

Centro Italia

Al Centro la stabilità consente una buona continuità delle raccolte e della logistica, ma l’elevata temperatura rende più difficile l’attività nelle ore centrali. Lazio, Toscana interna, Umbria e zone appenniniche sono particolarmente esposte a stress termico e rapida asciugatura dei suoli.

Nei frutteti e nelle colture prossime alla raccolta il caldo può accelerare maturazione e perdita di consistenza. Diventa quindi importante ridurre il tempo tra raccolta e refrigerazione, soprattutto per i prodotti più delicati.

I temporali appenninici possono creare interruzioni locali o danni da vento e grandine, ma saranno troppo isolati per modificare realmente il bilancio idrico della settimana.

Sud Italia e Isole

Al Sud e sulle Isole le condizioni asciutte favoriscono raccolte e operazioni logistiche, ma mantengono alta la pressione sulle risorse idriche. Puglia, Sicilia interna, Sardegna e Calabria ionica sono le aree nelle quali l’evaporazione e l’asciugatura dei terreni possono risultare più rapide.

Le temperature notturne elevate riducono il recupero delle colture e possono accentuare lo stress fisiologico. Occorre prestare particolare attenzione a orticole, frutteti giovani, vivai, colture protette e produzioni prossime alla raccolta.

Le operazioni più impegnative devono essere programmate al mattino presto, mentre i prodotti raccolti vanno trasferiti rapidamente in condizioni controllate. I temporali iniziali sulle zone interne resteranno troppo discontinui per ridurre in modo significativo la necessità di irrigazione.

il team di PAN