Gli ispettori di Bangkok chiudono la missione con esito positivo: restano passaggi amministrativi, l’obiettivo è spedire dalla prossima campagna.

Si è chiusa con esito positivo la missione degli ispettori fitosanitari thailandesi in Puglia, resa nota da Cso Italy il 27 ottobre 2026. Tre giorni di visite a frutteti e magazzini di condizionamento di tre aziende pugliesi, una tappa alla fiera Luv di Bari e la riunione finale al Masaf.

Le verifiche hanno riguardato tracciabilità, sistema dei controlli e trattamento a freddo contro la mosca mediterranea della frutta, che Bangkok chiede per l’uva importata. Le condizioni tecniche sono «sostanzialmente definite»: mancano alcuni passaggi amministrativi da parte thailandese. «Puntiamo a completare l’iter in tempo per avviare le prime esportazioni già dalla prossima campagna», ha detto Simona Rubbi, responsabile Legislazione e certificazioni di Cso Italy. Al tavolo anche Fruitimprese, Apeo, la Commissione italiana uva da tavola e i servizi fitosanitari nazionale e pugliese.

Il dossier arriva in un anno di export record. Nel 2025 l’Italia ha venduto all’estero 436.860 tonnellate di uva da tavola per 973 milioni di euro: +16,3% in volume e +8,5% in valore sul 2024, secondo i dati Eurostat. Germania e Francia, secondo Ismea, assorbono circa metà delle spedizioni.

RISVOLTI PRATICI Il passaggio decisivo per gli esportatori sarà la registrazione di frutteti e magazzini abilitati, gestita con il Servizio fitosanitario della Puglia: chi punta all’Asia deve organizzarsi ora su celle per il trattamento a freddo e tracciabilità per appezzamento. Un nuovo sbocco lontano, nei picchi di raccolta, alleggerisce la pressione sui mercati europei, dove si concentra metà dell’export.

La redazione di PAN