Presidi anche in Puglia, Basilicata, Campania e Molise: uva, clementine e ortaggi da serra faticano a partire.
Dalle 00.01 di venerdì 16 ottobre è in corso in Sicilia e in Calabria il fermo dell’autotrasporto merci, registrato nel calendario del ministero dei Trasporti fino alle 24 di martedì 20: in Sicilia lo ha proclamato il Comitato trasporto siciliano, in Calabria Fedralog. Il primo giorno il mercato di Vittoria è rimasto fermo, con zucchine e melanzane lasciate in pianta. In Sicilia il comitato ha già detto che senza risposte la protesta può proseguire.
In Puglia e Basilicata, dall’11-12 ottobre, ci sono presidi spontanei non proclamati da alcuna sigla, sulla statale 16, ai caselli dell’A14 e nel Melfese; presidi anche in Campania e Molise. Il blocco della raffineria di Taranto, tolto il 16, ha lasciato a secco distributori in tre regioni. Al centro c’è il gasolio: 2,256 euro al litro in modalità self, prezzo medio rilevato dal Mimit il 16 ottobre.
Secondo Unatras, il ministero ha convocato per martedì 27 ottobre le associazioni del coordinamento, che il 15 si era detta pronta a proclamare un fermo nazionale. Le Regioni intanto si muovono: 15 milioni in Calabria, 15 in Sicilia, 30 annunciati in Puglia, ancora senza atto. «Chiediamo che venga sempre garantita la circolazione di prodotti ortofrutticoli freschi e deperibili», ha detto Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Agroalimentare.
RISVOLTI PRATICI Chi spedisce dal Sud fino al 20, e oltre se il fermo siciliano prosegue, deve concordare ritiri lontano dai presidi e avvisare per iscritto i clienti, così da documentare la causa di forza maggiore. I buyer del Nord devono mettere in conto buchi su uva pugliese, clementine calabresi e ortaggi siciliani in questa settimana.
La redazione di PAN