Il monitor sulle vendite in GDO registra il mese peggiore della campagna. Sui mercati all’ingrosso l’uscita della Vittoria porta un altro calo settimanale.
A settembre gli acquisti di uva da tavola nella grande distribuzione sono scesi del 16%, sia a volume sia a valore, rispetto allo stesso mese del 2025. Lo rileva il Quick Service Monitor Ortofrutta di Agroter su base Circana, diffuso l’8 ottobre. Nella settimana 39 il calo arriva al 20% a volume e al 19% a valore.
Il dato pesa di più perché va contro il resto del reparto: nello stesso periodo la frutta nel suo complesso cresce del 2%. Da inizio anno l’uva perde il 9% a volume e il 7% a valore. A soffrire di più è il confezionato a peso imposto, a -28% nel mese, contro il -7% del peso variabile. Il prezzo medio al consumo, secondo la stessa rilevazione, è rimasto invariato.
All’ingrosso la tendenza è la stessa. La Borsa della Spesa di Bmti e Italmercati del 9 ottobre segna per l’uva un -3,6% in una settimana, con la chiusura della Vittoria: l’Italia si colloca fra 1,30 e 1,70 euro al chilo, il Pizzutello fra 1,80 e 2,30, le apirene fra 2,30 e 2,50.
RISVOLTI PRATICI
Con prezzo al consumo fermo e volumi in calo, il problema è la rotazione, non il listino: chi ha uva tardiva in conservazione sotto copertura farebbe bene a programmare uscite più corte e frequenti, invece di accumulare per novembre. Per il banco, la vaschetta a peso imposto è il formato che sta perdendo di più: conviene spostare spazio sullo sfuso o su grappoli singoli, soprattutto per Italia e apirene. La prossima Borsa della Spesa, attesa per venerdì 16, dirà se il calo all’ingrosso si ferma.
La redazione di PAN