La psilla asiatica, che trasmette la malattia più grave degli agrumi, è al terzo ritrovamento nel Mediterraneo orientale.
La psilla asiatica degli agrumi, Diaphorina citri, è stata catturata a fine agosto in un agrumeto dell’isola di Rodi. Le autorità fitosanitarie greche lo hanno comunicato il 9 settembre e il 18 settembre la banca dati dell’EPPO, l’organizzazione europea per la protezione delle piante, ha registrato la Grecia con presenza «transitoria».
È il vettore dell’HLB, il greening degli agrumi, non la malattia: in Grecia non è stato trovato il batterio che la causa. Dopo Israele nel 2021 e Cipro nel 2023, è il terzo ritrovamento nel Mediterraneo orientale. Rodi dista 18 chilometri dalla costa turca, e l’associazione degli esportatori agrumicoli spagnoli ha chiesto alla Commissione di sollecitare anche la Turchia a monitorare il proprio territorio.
Il batterio dell’HLB, Candidatus Liberibacter, è un organismo nocivo prioritario per l’Unione. I due insetti vettori sono organismi da quarantena rilevanti: nella banca dati EPPO l’Italia non risulta fra i Paesi con presenza di Diaphorina citri. Il nostro Paese ha un piano nazionale di emergenza dal novembre 2025.
RISVOLTI PRATICI Per i vivaisti agrumicoli il rischio principale è il materiale vegetale: piante e marze da zone colpite sono la via d’ingresso più probabile, più della frutta. Per chi coltiva arance, limoni e clementine è il momento di conoscere il piano di emergenza e di segnalare subito al servizio fitosanitario regionale insetti sospetti. Da seguire l’eventuale richiesta di controlli europei sull’import dalla Turchia.
La redazione di PAN