L’interprofessione parla di una campagna “al di sotto delle attese” e non dà più il confronto con il contrattato.
Al 13 settembre il bacino del Nord Italia aveva consegnato all’industria 2.784.967 tonnellate di pomodoro, con circa il 15% della superficie ancora da raccogliere. Lo ha comunicato il 21 settembre l’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro da Industria Nord Italia, che definisce la campagna, partita in anticipo il 10 luglio, «al di sotto delle attese».
Il prezzo di riferimento dell’accordo quadro del Nord, firmato il 27 marzo, è di 137 euro a tonnellata franco partenza azienda agricola, comprensivo di premialità per il tardivo e servizi. Per il bacino Centro-Sud l’accordo 2026 fissa 140 euro per il tondo e 150 per il lungo. «La variabilità determinata dal cambiamento climatico rende sempre più difficile programmare la produzione», ha detto il presidente dell’OI, Giuseppe Romanini.
Nel 2025 il Nord aveva chiuso a 3.121.617 tonnellate, record del bacino, ma il confronto non è omogeneo: quello era il consuntivo a fine campagna, questo è un dato intermedio. Rispetto a un anno fa, il comunicato non riporta più la percentuale sul contrattato.
RISVOLTI PRATICI Per chi conferisce, le ultime due-tre settimane decidono se il bacino si avvicina ai volumi dell’anno scorso: il consuntivo ufficiale è atteso a metà ottobre, con rese e gradi Brix. La trattativa 2026 si è chiusa a fine marzo, due mesi più tardi del 2025: conviene arrivare al tavolo 2027 con i dati di costo già pronti.
La redazione di PAN