Dopo la notifica europea di ottobre, due regioni sospendono il ciliegino non cotto in scuole e ospedali. Dal 2023 oltre 800 casi in Europa.

Il caso Salmonella sui pomodorini arriva nella ristorazione collettiva. Con l’ordinanza n. 122 del 22 ottobre 2026, firmata dal presidente Michele de Pascale, l’Emilia-Romagna sospende ciliegini e datterini crudi nelle mense scolastiche, negli ospedali, nelle case di cura e nelle strutture socioassistenziali, pubbliche e private, fino a nuovo provvedimento. La Puglia aveva preso una misura analoga a inizio ottobre.

Sullo sfondo c’è il focolaio europeo di Salmonella Strathcona. Nel suo aggiornamento del 9 ottobre l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione delle malattie, conta oltre 160 nuovi casi nel 2026 in dieci Paesi, Italia compresa, e più di 800 casi confermati da gennaio 2023. Il veicolo indicato sono i piccoli pomodori di produzione siciliana; secondo l’agenzia la fonte «non è ancora pienamente sotto controllo».

Non si tratta di un divieto di vendita: al dettaglio e all’ingrosso il prodotto circola regolarmente. La misura riguarda solo il consumo crudo nelle mense.

RISVOLTI PRATICI Chi fornisce la ristorazione collettiva in Emilia-Romagna e Puglia perde un canale fino a nuovo ordine: conviene proporre alternative (pomodoro da insalata, ortaggi da cuocere) prima che i capitolati le escludano. Per i produttori siciliani di ciliegino, all’avvio della campagna invernale, certificazioni sull’acqua irrigua e analisi per lotto diventano un argomento di vendita, non solo un obbligo.

La redazione di PAN