Le stime provvisorie Istat: inflazione al 5,4%, spinta dall’energia. Al banco ortofrutta i rincari accelerano in un mese.
A ottobre 2026 i prezzi al consumo degli ortaggi sono cresciuti del 12,7% rispetto a un anno prima, dall’8,5% di settembre. Lo dicono le stime provvisorie diffuse dall’Istat il 30 ottobre. La frutta accelera ancora di più in proporzione: da +0,5% a +4,3%. In un solo mese, da settembre, gli ortaggi sono saliti del 3,1% e la frutta del 3,4%.
L’inflazione generale arriva al 5,4%, dal 4,2% di settembre, il livello più alto da agosto 2023. A spingerla è l’energia: i beni energetici fanno +31,4% e il gasolio per i mezzi di trasporto +37,7%. Gli alimentari non lavorati salgono al 7,5%. Il «carrello della spesa», cioè i beni alimentari, per la casa e la persona, passa dall’1,5% al 2,5%.
L’inflazione di fondo, che esclude energia e alimentari freschi, resta al 2%: i rincari vengono quasi tutti da carburanti e prodotti freschi.
RISVOLTI PRATICI Per il fruttivendolo è il mese più difficile dell’anno per i ricarichi: il cliente percepisce i rincari sugli ortaggi e il costo del trasporto pesa su ogni consegna. Conviene spingere frutta e ortaggi di stagione in calo all’ingrosso, come agrumi e broccoli, e tenere in vista i prezzi delle referenze più sensibili, pomodoro e insalate.
La redazione di PAN