Resa media a 66,3 tonnellate a ettaro, fra le più basse dal 2011. L’OI propone per il 2027 un calendario di trattativa con scadenze fisse.
Il bilancio definitivo della campagna 2026 nel bacino del Nord Italia è stato diffuso il 23 ottobre dall’Organizzazione interprofessionale Pomodoro da industria Nord Italia. Le consegne sono state 3.205.126 tonnellate, un record in valore assoluto. Ma sono circa il 14% sotto il quantitativo contrattato.
Il motivo sono le rese. La media è stata di 66,3 tonnellate a ettaro, contro le 71,6 del quinquennio: fra le più basse dal 2011. L’integrato si è fermato a 68 tonnellate, il biologico a 51,3. Gli ettari erano 48.349, di cui 4.872 biologici. La raccolta era partita il 10 luglio e la grandine ha colpito le province di Mantova, Modena e Ferrara.
Al Sud il quadro è diverso. Secondo il presidente dell’OP Apopa, Luciano Simonetti, nel bacino di Puglia, Campania e Basilicata la campagna è andata oltre le attese, con rese di 800-900 quintali a ettaro e prezzi contrattuali rispettati. Resta aperto il confronto fra parte agricola e industria sulla deroga allo spirotetramat per il 2027.
RISVOLTI PRATICI Per il 2027 il presidente dell’OI, Giuseppe Romanini, propone «un metodo con scadenze fissate e dati conoscitivi condivisi fra parte agricola e industriale». Per le OP del Nord significa arrivare alla trattativa con i dati di resa per varietà e per zona già pronti. Chi ha contratti con penali sui quantitativi deve verificare come viene trattato il 14% mancante.
La redazione di PAN