Via libera al provvedimento che l’ortofrutta aspettava da mesi. Ma il passaggio che conta — chi accede e come — è ancora da scrivere.
È arrivato il via libera, dopo l’intesa in Conferenza Stato-Regioni del 10 settembre, al decreto da oltre 136 milioni di euro destinato a contrastare il caro fertilizzanti nelle aziende agricole italiane. Il provvedimento, annunciato il 16 settembre, chiude una partita aperta da mesi: la dotazione era nota, la copertura pure, ma l’atto formale mancava.
La cifra conferma esattamente quanto si poteva ricostruire in agosto. La quota assegnata all’Italia dalla riserva agricola europea vale 45.599.200 euro, che gli Stati membri possono cofinanziare fino al 200%: l’Italia ha usato il cofinanziamento al massimo, aggiungendo 91 milioni di risorse nazionali. Il plafond potenziale è diventato plafond effettivo.
Il meccanismo annunciato prevede la compensazione del 50% degli aumenti subiti, con accredito diretto e senza necessità di presentare domanda, per una platea indicata in oltre 547.000 agricoltori. Resta da vedere il testo, che non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e con esso il passaggio decisivo: come si calcolano gli aumenti compensabili e su quale periodo di riferimento. Il fertilizzante pesa in modo molto diverso su un seminativo e su un frutteto o una serra.
RISVOLTI PRATICI La notizia operativa è che non si presenta domanda: l’accredito è annunciato come diretto, quindi quello che conta è che la posizione aziendale nei fascicoli sia in ordine, non che qualcuno compili un modulo. Per chi tiene la contabilità: conservate le fatture di acquisto dei fertilizzanti delle ultime due campagne, perché la compensazione è del 50% degli aumenti e il periodo di riferimento su cui si calcolano sarà scritto nel testo del decreto, non nell’annuncio. Per chi acquista adesso: l’esistenza del decreto non abbassa il prezzo di oggi, e la partita dei dazi europei sui fertilizzanti russi e bielorussi — impugnati davanti alla Corte di giustizia UE — pesa sul costo della prossima concimazione più di questo plafond.
La redazione di PAN