La Regione avvia le verifiche tecniche per censire le varietà e convoca le ventidue OP. Sul tavolo anche le uve senza semi nel disciplinare.

Il 15 settembre l’assessore all’Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, ha convocato il tavolo regionale dell’uva da tavola annunciando l’avvio delle verifiche tecniche per la costruzione di un catasto varietale del comparto. È il primo passo concreto su uno strumento che il settore chiede da anni.

Il perimetro è quello che decide il mercato nazionale. La Puglia concentra oltre la metà della superficie italiana a uva da tavola — 25.455 ettari su 47.514 nel 2024, il 53,6%, secondo Ismea su dati Istat — distribuiti fra Barese, area ionico-tarantina e BAT, con ventidue Organizzazioni di produttori che commercializzano il prodotto. L’assessorato ha annunciato anche una ricognizione degli strumenti di sostegno e dei bandi regionali attivi, per verificarne la coerenza con il comparto, e ha confermato il ruolo premiale già riconosciuto agli accordi di filiera nei bandi sugli investimenti produttivi. Con APEO è stata condivisa la disponibilità a ospitare in assessorato le ventidue OP per costruire una proposta coordinata di promozione.

Coldiretti Puglia, intervenendo il giorno successivo, ha aggiunto due richieste: l’inserimento delle uve senza semi nel disciplinare dell’IGP Uva di Puglia e la reciprocità delle regole per i Paesi terzi su fitofarmaci, lavoro, ambiente e tracciabilità. È su quest’ultimo punto che si concentra la pressione della categoria, perché riguarda merce che arriva sugli stessi banchi con obblighi diversi.

RISVOLTI PRATICI Chi ha impianti in riconversione varietale dovrebbe tenere d’occhio il catasto: se il censimento parte, diventerà il riferimento per l’accesso ai bandi sugli investimenti produttivi, e chi non è censito rischia di restare fuori. Per le OP: la disponibilità dell’assessorato a ospitare un tavolo unitario sulla promozione è una finestra che si apre ora e che richiede una proposta scritta, non una presenza. Per chi coltiva apirene: la partita sul disciplinare IGP è appena stata posta e la decisione non è presa — è il momento di far pesare la posizione, non dopo.

La redazione di PAN