Le rilevazioni del Cso fotografano una campagna estiva pagata molto meno di un anno fa. La cooperazione chiede di rafforzare l’aggregazione.
Le pesche gialle e le albicocche sono state pagate ai produttori il 35% in meno rispetto al 2025, le nettarine gialle fino al 40% in meno, le susine il 30%. Lo ha scritto il 5 ottobre Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, citando le ultime rilevazioni del Cso Italy sui prezzi alla produzione. Forte calo, secondo la stessa fonte, anche per il prodotto destinato all’industria.
Il quadro è quello di una campagna in cui i volumi produttivi hanno recuperato dopo le annate difficili, mentre i prezzi sono scesi e i costi sono cresciuti. «La cooperazione resta il baluardo per concentrare e valorizzare le produzioni», ha scritto Drei.
Il dato arriva in una settimana in cui il ministero dell’Agricoltura ha firmato un decreto che porta al 70% l’aiuto europeo per le organizzazioni di produttori colpite da calamità o fitopatie con perdite oltre il 30% della produzione.
RISVOLTI PRATICI
Per chi conferisce drupacee in cooperativa o in OP, i numeri del Cso sono il riferimento per leggere le liquidazioni che arriveranno con l’approvazione dei bilanci: un -35% sul prezzo pagato è già nel sistema, e conviene chiedere alla propria struttura il dettaglio per varietà e calibro. Per chi vende in proprio è il momento di decidere se l’anno prossimo restare fuori dall’aggregazione. In vista dei rinnovi degli impianti, il confronto va fatto sul prezzo medio di tre anni, non sul solo 2026.
La redazione di PAN