Il caso salmonella resta legato a un solo lotto, ma in Puglia il pomodoro crudo è sospeso nelle mense. A Gela si prepara un protocollo su acqua irrigua e prodotto.

Dopo il richiamo di un lotto di pomodoro ciliegino prodotto a Gela per presenza di salmonella, nel comprensorio è partito un percorso di controllo che va oltre il singolo lotto. A Gela si è tenuto un incontro fra l’Asp di Caltanissetta, il Comune, produttori, commercianti e tecnici, di cui si è avuta notizia l’8 ottobre.

Il richiamo del ministero della Salute riguarda il marchio G&V Ortaggi, lotto n. 210, in colli da circa 6,5 chili. Il protocollo allo studio prevede campionamenti dell’acqua irrigua e analisi sui pomodorini in laboratori certificati, con la segnalazione immediata di ogni positività. Nel comprensorio operano circa 3.500 produttori. Il richiamo riguarda solo quel lotto e non è dimostrato che sia all’origine di tutti i casi.

Il contesto è quello di focolai di salmonellosi segnalati in Puglia, Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia. La Regione Puglia ha sospeso il pomodoro fresco crudo nelle mense scolastiche, ospedaliere, socio-assistenziali e nelle case di cura. I ceppi coinvolti, Salmonella Strathcona e Typhimurium monofasica, sono già noti alle autorità sanitarie europee per casi legati al pomodoro.

RISVOLTI PRATICI

Per chi produce in serra nel Gelese e in tutta la Sicilia sud-orientale, l’analisi dell’acqua irrigua diventa un documento da avere in mano prima che lo chieda il cliente: i capitolati GDO tendono ad allargare il controllo a tutto il comprensorio, non al solo lotto. Per il grossista che compra ciliegino siciliano, conviene chiedere al fornitore l’esito delle analisi più recenti e conservare la tracciabilità per lotto. Le forniture alle mense pugliesi restano ferme finché la Regione non revoca la sospensione: chi lavora con la ristorazione collettiva deve riprogrammare.

La redazione di PAN